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Excerpt for Luci bielorusse by , available in its entirety at Smashwords

LUCI BIELORUSSE


di Marco Codognotto

(Fotografie di Pavel Suščënok)


Copyright 2018 by Marco Codognotto

Smashwords Edition


Smashwords Edition, Licenza d’uso


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Ogni riferimento a persone è puramente casuale




Al mio amico Pavel e a sua figlia Valeriya


«Nelle tue mani»



Le braccia al cielo levate
mani tese, raggiungi i tuoi sogni
tocca piccole o grandi speranze.

Anch’io, di certo,
vorrei toccare con le mani il cielo,
le nostre dita insieme;
solo allora comprenderò.

Nelle tue mani
il mio cuore.


«La strada verso casa»



Cammino
sulla strada verso casa
fra i boschi impenetrati
dei miei pensieri,
d’alberi uguali
e felci ed erbe.

M’osservano
alti, irti,
senz’occhi,
muti ricordi
chissà quando incrostati
di freddi licheni.

Viandante smarrito
in mille ciuffi
d’un solo colore verdino;
desideri o forse speranze
meravigliose tinte
di luci, non d’ombre.

Un dosso,
altro più non vedo,
macchie, forme indistinte;
non aver timore:
laggiù lassù il cielo
aperto, m’accoglie m’abbraccia.

«La Croce d’oro»



Nel silenzio del verno
ho vissuto,
rami neri m’impedivano il passo.

Il freddo nel cuore
mi legava,
copriva la neve lo spirito.

Guardo su.
Ghiaccio e neve d’ugual candore!

Oro è la Croce di Cristo
che mi solleva col suo calore.

«I giardini di Minsk»



Balsamici profumi
si spandono nell’aria
nel cielo blu.

Tra i colori caldi d’autunno
accarezzo soffici ciuffi
d’aghi pungenti, lassù.

Intorno a me, la pace.

«Valeriya e Pavel»



Come sei bella,
Valeriya.
scivola il sole
sulla tua rosea pelle,
lo zefiro sereno
sulle tue delicate mani.

Graziosa sei tu,
Valeriya,
delicatamente prona
sulla rena del mare
come fresco petalo di rosa
nei pensieri del mio cuore.

Spensierata tu sei,
mia Lera.
Biondi capelli d’oro
dall’azzurro fazzoletto
leggeri solleticano
le gote, il viso perfetto.

Guardi tuo padre
ed un muto sorriso
ecco, mutar improvviso:
voce, ridi, ridi!
Qual gioia mi dai,
Lerocka cara!

Come sei forte,
amico Pavel.
Simpatia e gentilezza raccolgo
come preziose conchiglie e stelle di mare,
nuovi orizzonti, nuovi mondi scorgo
nella vastità del tuo creare.

I vostri sguardi s’incontrano,
Pascia e Lera.
Come onda sulla battigia,
come bianca vela
nella profondità del mio cuore
nell’immenso blu del mare.

«Il samovar»



Orsù! E’ l’ora del tè:
dolci son le ciambelle
dolci per me i tuoi sorrisi.

Profumo d’erbe
Sapore di gelsomino,
son contento di averti vicino.

Orsù! Sorbiamolo insieme:
calor che riscalda le membra
calor che riscalda il cuor.

«Ho bisogno d’affetto»



Pallido il sole
calmo il mare,
camminano insieme sull’umida rena
due persone
bisognose d’affetto.

“Stringimi la mano,
papà,
con te non ho paura
quando nella vita
è giorno o notte scura”.

“Non temere,
figlia,
stammi vicina
stringimi le dita
con la tua manina”.

«Il respiro e il silenzio»



Cos’è la mia vita?
Cosa sarà la mia morte?
Il bianco accecante della neve,
forse lo scuro intreccio dei rami?

D’aria fredda, pulita,
un lungo respiro.

«Primavera a Minsk»



Non coprirmi,
ombra,
col tuo manto.

Salgo verso il sole,
caldi colori
di rosa e d’azzurro,
limpido il cielo
pulite le strade di Minsk.

Riposati,
cuor mio,
è già primavera.

«Anastasiya»



“Anastasiya!”.
Giri il capo,
la gara comincia.

Sguardo materno
dolcissimo sorriso,
vorrei baciare in eterno
il tuo bel viso.
Sottili parole d’amore
speranza d’avere il tuo affetto,
dal mio cuore al tuo cuore
parole che mai ti ho detto.

“Coraggio! Nastiuscia,
son qui per te”.

«Sei tu»



Sei tu
che incedi fiera,
su di te brillano stelle e fiori
portando i colori
della tua bandiera.

Sei tu
che rapisci il cuore
con la tua forza e la tua sicurezza,
nello sguardo sottile la bellezza
sulle labbra tue l’amore.

Sei tu, Valeriya,
ed io già sprofondo
nella dolcezza dei tuoi salti
nella grazia della battaglia.

«La madre»



Il tuo sguardo su di me
e un cenno di sorriso,
come una madre
coccoli il mio cuore.

Ed io non ho più paura.

«Anima bianca»



Il mio pensiero
vola veloce
nel vuoto azzurro.

Sogni come nuvole di cotone
cambiano forma al vento
che mi sospinge.

Non più terra
né gioie né dolori
anima bianca attimi infiniti
come il gabbiano in alto sospeso.

«Il fiume»



Foglie cadute
senza alcun rumore.
Suono non odo
del lento scorrere del fiume.

Il mio pensiero
e il mio respiro
come foglie e acqua
sedute sulla riva del mondo.

«Stringimi»



Stringimi,
mia sposa,
in questo abbraccio senza fine
ed io con te danzerò.

Danzerò
fra i cangianti colori
di questa nostra vita
e tu accoglierai il mio amore.

Hai accolto,
madre dei miei figli,
le nostre anime e i nostri corpi,
grande, eppure fragile.

Ma non è fragile
questo meraviglioso equilibrio,
con una sola mano,
piccola, tutto sostieni.

«Le campane di Santo Spirito»



O Minsk,
città perfetta
dai tetti rossi
color mattone,
accoglimi, abbracciami
con vecchi palazzi
e amichevoli vie.

Dai verdi giardini
verdi tetti scorgo:
Santo Spirito rifulgi
come bianco cotone,
mi conforti e mi rallegri
al dolcissimo suono
delle tue campane.

«Luci bielorusse»



Sorge su Vilnius il sole,
abbaglia i muri di San Giovanni
col suo chiarore.

S’arrampicano silenziose alte,
ombre azzurre
di palazzi e tetti.

Non scorre il pavè,
come fiume di ghiaccio
freddo e lucido appare.

Sulla bassa riva Valeriya
mi guarda e nel gelido
albeggiare una canzone intona:

La nebbia scivolava lungo il fiume,
sulla sponda camminava Katiuscia,
sull’alta, ripida sponda”
.

Sorgi, Bielorussia!
Si scioglie il fiume del tempo,
fuggono le ombre della storia,
sopra di noi rosso albeggia
il nuovo Sole:

Abbraccia, bacia Valeriya
col tuo calore!

«Un nuovo giorno»



Non solo,
guardo lontano:
quando un ordine,
una paterna parola?

Sole e nebbia
intorno a me:
calmati, cuor mio,
attendi e spera.

«Fragilità»



Paura di stringerti
fra le mie braccia,
accarezzo le tue gote
le dita non sfiorano il volto,
parlo e chiedo
e non ascolti.

Cosa pensi, amor mio?
Velato assorto sguardo,
tristezza o forse preoccupazione
nei tuoi occhi, nella bocca chiusa.

Allora immagino il tuo corpo
mai segnato dal tempo,
giovinezza fresca e lucente
come rugiada sulla pelle.

Hanno gioìto i nostri sensi,
pace senza fine
in un unico respiro.

Riposo tra i tuoi seni
ascolto il tuo cuore.
Più non temi,
c’è solo il nostro amore.

«La piazza»



Solo cammino
nella piazza buia.

Luci e colori
su di me.

In questo freddo, esisto.




# # #


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IMMAGINI:


Nelle tue mani --- Valeriya Belyavskaya

La strada verso casa --- Klaipeda (Lituania)

La Croce d’oro --- una chiesa di Minsk (Bielorussia)

I giardini di Minsk --- Minsk (Bielorussia)

Valeriya e Pavel --- Valeriya Belyavskaya e suo padre Pavel Suščënok

Il samovar --- tipica teiera russa

Ho bisogno d’affetto --- Valeriya Belyavskaya e suo padre Pavel Suščënok

Il respiro e il silenzio --- in un parco di Minsk (Bielorussia)

Primavera a Minsk --- una strada di Mink (Bielorussia)

Anastasiya --- Anastasiya Rybakova

Sei tu --- Valeriya Belyavskaya

La madre --- Valeriya Belyavskaya

Anima bianca --- gabbiani

Il fiume --- il fiume Beresina nei pressi di Bobruisk (Bielorussia)

Stringimi --- Valeriya Belyavskaya

Le campane di Santo Spirito --- la chiesa di Santo Spirito a Minsk (Bielorussia)

Luci bielorusse --- Via Pilies e chiesa di San Giovanni Battista, Vilnius (Lituania)

Un nuovo giorno --- in un parco di Minsk (Bielorussia)

Fragilità --- Anastasiya Salos

La piazza --- una piazza di Minsk


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